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2019-06-10 

⁣ HEY! Che ne diresti di ridare un'occhiata a queste piante...? Kalanchoe orgyalis

Aucuba japonica "variegata"
Papavero comune
Liliagine
Passiflora caerulea
#OldButGREEN
Rita 💙🦅
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2019-06-08 

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2019-06-08 

Il Melone pepino (Solanum muricatum), noto in Italia anche come Pepino, Pera-melone o Cachuma, è una pianta nativa addomesticata originaria della regione andina.

Della famiglia delle Solanaceae, è perenne ma in genere coltivata come annuale. Non cresce in altezza più di 50/80 cm circa (max 1 m).
È una pianta erbacea con una base legnosa e radici fibrose. Le foglie hanno forma lanceolata, di un verde lucido identico a quello degli steli, con un picciolo allungato.
I suoi fiori sbocciano tra giugno/luglio e hanno striature viola (a volte sono bianchi). Il frutto, la caciuma, matura da 30 a 80 giorni dopo l'impollinazione. Ha forma ovoidale che ricorda un piccolo melone, e la grandezza va da una noce a una grossa pesca. La buccia sottile passa dal verde al bianco al giallo pastello, che vira ad un giallo più intenso non appena il frutto arriva a maturazione, quando può anche presentare striature viola.
All'interno della caciuma ci sono i semi piccolissimi, mentre la polpa è moderatamente dolce, fresca e succosa, con un sapore e un profumo simile a una combinazione di cantalupo/melone/cetriolo.
📜 Etimologia: Il nome della pianta nelle lingue aymara e quechua è rispettivamente "kachuma" e "xachum" ("cachum"), da cui il "cachuma" e il "caciuma" italiano. "Pepino" in realtà è il nome del cetriolo in spagnolo, che con questa pianta non c'entra niente, almeno dal punto di vista botanico...
Il nome generico, Solanum, deriva da sōlāmĕn (consolazione, conforto), ovvero sōlor ("consolare, alleviare"), e deriva dalle proprietà medicamentose e sedative di alcune specie di questo genere.
Muricatum: da muricátus, a, um, a sua volta da múrex, la conchiglia della porpora con numerose punte spinose. Qui si riferisce alle striature verticali viola/porpora che può avere la buccia del frutto.
🔹 Curiosità: Come detto su, si presume che il Melone pepino sia originario delle regioni temperate andine della Colombia, del Perù e del Cile, anche se non è noto in natura e i dettagli precisi della sua domesticazione sono sconosciuti.
Si sa però che in quelle regioni è stato coltivato per centinaia di anni, e che era un'importante coltura durante l'impero Inca.
Fino a tempi recenti, quando c'è stato un interesse maggiore nei mercati internazionali, il Pepino era coltivato esclusivamente per il consumo locale.
Il frutto è comune nei mercati in Colombia, Ecuador, Bolivia, Perù e Cile, ma meno spesso all'estero perché è abbastanza sensibile alla manipolazione e non viaggia bene. Tentativi di produrre cultivar commerciali e di esportare i frutti sono stati fatti in Nuova Zelanda, Turchia, Mauritius e Cile.
In Italia è ancora poco conosciuto.
Rita 💙🦅
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2019-05-29 

(Se ci sono parole che non capisci, cercale pure sul glossario dei termini botanici su @treeseekerbot .

Il glossario è sul sito actaplantarum ed è di facile consultazione!)
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2019-05-29 

L'Eringio campestre (Eryngium campestre) nota anche come Calcatreppola campestre o Bocca di ciuco, è una pianta erbacea perenne spinosa delle Apiaceae.

Alta fino a 60 cm, ha una grossa radice cilindrica e fusti molto ramificati nella parte apicale, di colore verde-grigio. Le foglie sono coriacee, con nervature reticolate molto evidenti e dal bordo generalmente ovale o triangolare, ma sono tri-pennatopartite; i lobi sono dentati con denti spinescenti. Le foglie sul fusto variano dalle basali, con picciolo lungo fino a 20 cm, a quelle con un corto picciolo, a quelle sessili e amplessicauli. Sono gradatamente più piccole e più semplici fino alle superiori ridotte a spine.
L'Eringio campestre fiorisce da luglio a settembre. I fiori sono riuniti in capolini a loro volta portati da un'infiorescenza più o meno ombrelliforme; i capolini hanno alla base quattro-cinque lunghe spine; i singoli fiori hanno un calice, diviso in cinque lunghe lacinie, e con una corolla bianca.
Il frutto è un achenio di forma ovoidale con la superficie coperta da numerosi piccoli aculei.
Questa pianta è frequente nei luoghi aridi della zona mediterranea e submontana; si rinviene facilmente nei prati asciutti, lungo le strade e nelle zone rocciose. Presente in Europa centrale e meridionale, e in tutta Italia.
📜 Etimologia: Il nome generico Eryngium deriva dal latino eryngium, a sua volta dal greco ηρύγγιον, eriúnghion: "cardo" in Teofrasto (da ἔρύγγος, éryngos, "eringio marino" o "calcatreppola marina", cioè il riccio marino, alludendo alla spinosità di questo genere di piante.
Campestre: da campus, "campo": "che cresce nei campi".
🔹 Curiosità: L'Eringio campestre è un cardo nomade, perché in autunno il fusto si stacca naturalmente dal suolo e, secco e leggero, è trasportato altrove dal vento che lo dissemina naturalmente. Cresce spesso associato al fungo Pleurotus eryngii .
La radice si attacca tenacemente al terreno creando problemi ai coltivatori per il suo diserbo.
Era elogiato dai medici dell'antichità per diverse proprietà, tra queste rimangono oggi soltanto quelle aperitive e diuretiche, confermate peraltro nel corso dei secoli prima dall'esperienza e poi da analisi chimiche delle sostanze contenute. I giovani germogli dell'Eringio si possono mangiare in insalata; le giovani foglie si conservano sotto aceto e si consumano come cetrioli.
Rita 💙🦅
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2019-04-22 

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/biotech/2012/02/22/visualizza_new.html_102387133.html

https://www.easyviaggio.com/attualita/si-trova-in-georgia-la-grotta-piu-profonda-al-mondo-2000-metri-record-profondita-76117
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2019-04-22 

6) Collembolo della grotta Krubera. Il Collembolo della grotta Krubera (Plutomurus ortobalaganensis) è l'animale che vive a maggior profondità nel sottosuolo.

È un minuscolo invertebrato primitivo a sei zampe senza ali e occhi, che vive nel buio completo ad una profondità record di -1.980 metri, quasi due chilometri, nella grotta di Krubera-Voronja, tra le montagne del Caucaso.
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2019-04-22 

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2010/03/29/news/coelacanth-1776/

http://www.nationalgeographic.it/natura/2011/03/07/foto/colacanto-189481/1/
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2019-04-22 

5) Celacanto. Per lungo tempo si è creduto che il Celacanto si fosse estinto insieme ai dinosauri, 65 milioni di anni fa.

Si conoscono solo due specie di celacanti: la prima (Latimeria chalumnae, prima foto), la più nota, dal colore azzurro-grigio, vive nelle vicinanze delle isole Comore al largo della costa dell'Africa orientale.
L'altra (Latimeria menadoensis, seconda foto), dal colore marroncino, è stata rinvenuta nelle acque al largo di Sulawesi, in Indonesia.
Molti scienziati ritengono che le caratteristiche uniche del celacanto rappresentino un gradino iniziale nell'evoluzione del pesce verso gli animali terrestri a quattro zampe, come gli anfibi.
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2019-04-22 

5) Celacanto. Per lungo tempo si è creduto che il Celacanto si fosse estinto insieme ai dinosauri, 65 milioni di anni fa.

Si conoscono solo due specie di celacanti: la prima (Latimeria chalumnae, prima foto), la più nota, dal colore azzurro-grigio, vive nelle vicinanze delle isole Comore al largo della costa dell'Africa orientale.
L'altra (Latimeria menadoensis, seconda foto), dal colore marroncino, è stata rinvenuta nelle acque al largo di Sulawesi, in Indonesia.
Molti scienziati ritengono che le caratteristiche uniche del celacanto rappresentino un gradino iniziale nell'evoluzione del pesce verso gli animali terrestri a quattro zampe, come gli anfibi.